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Coldiretti: battaglia per una Italia libera da Ogm

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“Scandaloso! Non solo falsi formaggi made in Italy prodotti in Romania con i soldi degli italiani o formaggi californiani serviti a bordo di Alitalia al posto dei prodotti made in Italy, ora anche l’apertura agli Ogm con dichiarazioni a dir poco fuori luogo”. Fulvio Brunetta, presidente di Coldiretti di Treviso, è attonito di fronte a questo concatenarsi di notizie che creano un vero e proprio cappio al collo del made in Italy agroalimentare.
 
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“Ha ragione il nostro presidente Marini quando dice che evidentemente il Ministro Clini non ha trovato sufficienti problemi per l’Italia nel suo Ministero dell’Ambiente e sta pensando di aggiungerne dei nuovi – spiega il numero uno di Coldiretti Treviso nel sottolineare che le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini al Corriere della Sera a favore degli Ogm sono l’ultimo caso di sottovalutazione e disattenzione nei confronti del valore del Made in Italy che proprio oggi hanno portato in piazza Coldiretti con l’alleanza di consumatori ed ambientalisti che condividono la battaglia per una Italia libera da Ogm - A differenza di quello che dichiara il Ministro “tecnico”, l’ingegneria genetica e la transgenesi non c’entrano niente con il riso Carnaroli, il pomodoro San Marzano e la Cipolla Rossa di Tropea e la vite nero d’Avola (il Ministro ha dichiarato che sono Ogm) che subiranno gravi danni economici sul mercato dalle dichiarazioni superficiali ed inopportune. Bisogna conoscere la differenza tra gli incroci e gli ibridi rispetto all’ingegneria genetica. E  a proposito di innovazioni che rischiano di depotenziare il Made in Italy come leva strategica di crescita del Paese, l’agricoltura italiana ha primati nel mondo per valore aggiunto per ettaro. biodiversità e denominazioni di origine e non abbiamo proprio  bisogno copiare nessun altro modello molto meno sostenibile ed avanzato del nostro”.
Gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale e alimentare, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy come sanno il 71 per cento degli Italiani che esprimono una forte contrarietà, ormai costante da anni secondo monitoraggio effettato dalle indagini Coldiretti/Swg nel tempo. E per quanto riguarda le coltivazioni ogm a scopi energetici il Ministro dovrebbe sapere che in un Paese come l’Italia, per la conformazione morfologica dei terreni e le dimensioni delle aziende, non sarebbe possibile - continua la Coldiretti - evitare le contaminazioni ambientali e sarebbe violata la sacrosanta libertà della stragrande maggioranza degli agricoltori e cittadini di avere i propri territori liberi da Ogm. La ricerca è importante ma deve avere obiettivi sostenibili, condivisibili e utile per il benessere della società e non quando serve a fare arricchire poche multinazionali.
Non ci sono ragioni - continua la Coldiretti - per riaprire una polemica di cui il Paese non sente certo il bisogno e su cui i cittadini hanno già detto tutto proprio nel momento in cui le grandi multinazionali del biotech hanno preso la decisione di rinunciare allo sviluppo e alla commercializzazione di nuovi prodotti transgenici (ogm) destinati all'Unione europea, per la crescente opposizione della maggioranza dei cittadini. Gradiremmo infine - conclude la Coldiretti - che il Ministro Clini si occupi a tempo pieno di energie rinnovabili finalmente adottando quel decreto sugli incentivi che attendiamo ormai da molti mesi così come gradiremmo la sua attenzione al tema del recupero energetico degli effluenti di allevamento per la produzione di biogas invece di creare l’illusione di colture no food che magari saremmo costretti a importare dai paesi del sud già oggetto di deforestazione.
 
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