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Veneto regione libera da OGM e la coltivazione sarā fermamente vietata

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“Con questa legge, il cui iter mi auguro non incontri ostacoli, il Veneto è pronto a costituirsi come regione libera da OGM, la cui coltivazione sarà fermamente vietata. Proteggeremo inoltre chi rispetta le regole con un contrassegno regionale ‘OGM-free’, da apporre ai prodotti come ulteriore garanzia per chi consuma, per chi coltiva e per chi vende, e chiuderemo l’accesso ai contributi regionali per gli organismi geneticamente modificati. Dal Veneto, oggi, parte una iniziativa legislativa che, siamo certi, troverà concordi oltre ai consumatori anche gli agricoltori e gli allevatori; una iniziativa che raccoglie le istanze di tutti, associazioni ed Enti locali, che da tempo hanno deliberato di entrare nella Coalizione ItaliaEuropa–Liberi da OGM, dando loro un appoggio normativo forte”.
Veneto regione libera da OGM e la oltivazione sarà fermamente vietata
Il consigliere regionale leghista Nicola Finco annuncia così il progetto di legge (di cui è primo firmatario e che è stato sottoscritto da tutto il Gruppo, del quale oggi erano presenti i consiglieri Andrea Bassi, Cristiano Corazzari, Luca Baggio, Vittorino Cenci e Santino Bozza oltre al capogruppo Federico Caner) presentato oggi a palazzo Ferro Fini, che normerà finalmente la disciplina in materia di OGM su tutto il territorio veneto. Una legge che parte da un consigliere 27enne, “perchè ci sia la ‘firma’ di un giovane in un progetto che riguarda soprattutto il futuro dell’agroalimentare veneto, eccellenza a livello mondiale con 29 prodotti a DOP e IGP, oltre a 22 a DOC, DOCG e IGT, e 367 prodotti tradizionali, e che non vuole perdere la propria leadership nelle produzioni di qualità. E’ importante che noi giovani amministratori siamo in prima linea nella volontà di promuovere l’agricoltura tipica pur con mezzi moderni. Chi coltiva deve restare proprietario del seme, ma va anche sancito con chiarezza che chi lavora secondo la Clausola europea di Salvaguardia dev’essere garantito e ‘certificato’ con un contrassegno”.


“Il Veneto sulla liceità degli OGM si è opposto in maniera forte in tutte le sedi, ed ora vogliamo seguire questa linea finora condivisa da tutte le Regioni – dichiara Finco – Oggi il 60% dei prodotti venduti nei supermercati può contenere elementi transgenici, e tutto ciò avviene all’insaputa del consumatore. E’ probabilmente anche per questi dubbi che nel 2010 gli acquisti nei mercati del contadino sono aumentati del 28%, e che la rete di vendita diretta è sempre più radicata sul nostro territorio. E’ indispensabile pertanto la tracciabilità su tutta la filiera di ciò che acquistiamo: è diritto di scelta del consumatore preferire o rifiutare un prodotto contenente OGM, e nostro dovere renderlo identificabile grazie a un marchio chiaro”. Il capogruppo Caner ha sottolineato anche alcuni dati significativi: “La ricerca finora ha modificato solo quattro piante (colza, mais, cotone, soia) rendendole resistenti solo a erbicidi e insetti. Peraltro l’erbicida applicato alle piante di mais transgenico, di recente, è stato trovato nello stomaco di suini e bovini nutriti con OGM, causandone l’infertilità nel 20% dei casi e aborti spontanei in un altro 45%. Anche sulla base di questi aspetti, esattamente 6 mesi fa, il 7 ottobre 2010, le Regioni hanno deciso all’unanimità che l’Italia debba essere un Paese libero da OGM, chiedendo al Ministro Galan di attivare a Bruxelles la Clausola di Salvaguardia per impedire almeno le colture di mais e patata transgenici. A distanza di 6 mesi, l’atto richiesto non è stato compiuto. Il Veneto, vista la potestà delle Regioni in materia di Agricoltura riconosciuta dalla Costituzione, potrà quindi decidere di proteggere consumatori e aziende con una propria legge di tutela”.

Cosa prevede la legge – Il progetto di legge definisce il prodotto OGM, legittimato solo in ambienti isolati ed autorizzati ai fini della ricerca scientifica. Vieta inoltre nell’intero territorio regionale la coltivazione, la produzione di beni agricoli o alimentari con componenti geneticamente modificati, e l’allevamento di capi con mangimi OGM. Le sanzioni in caso di contravvenzione andranno da 5.000 a 50.000 euro per chi viola il divieto di coltivazione, e da 2.000 a 15.000 per l’uso improprio del contrassegno regionale triennale di “prodotto non-OGM”. “Il logo potrebbe emergere da un concorso di idee – suggerisce Finco – promosso negli istituti superiori, anche allo scopo di sensibilizzare sulla tematica gli studenti e quindi i più giovani. Questo progetto normativo arriva dopo l’approvazione della legge regionale sul Km Zero; per questo pensiamo anche a degli speciali corner nei supermercati dove le filiere e i Consorzi possano esporre e vendere i prodotti col logo OGM-free”. Ai prodotti geneticamente modificati sarà vietato l’accesso a marchi di qualità regionali ma soprattutto ai finanziamenti e contributi pubblici. Organismo di controllo sarà il Comitato per la Tutela dall’impiego di OGM, formato da 5 esperti con finalità di verifica anche a campione attraverso analisi di laboratorio in capo a Veneto Agricoltura; quest’ultima promuoverà ricerche, anche attraverso un Piano Sementiero Regionale, sulle filiere no-OGM. La dotazione finanziaria prevista per la della Legge è di 110.000 mila euro per ciascun esercizio finanziario dal 2011 al 2013.
 
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