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Riparte il Turismo in Provincia di Treviso, dato interessante su Cantine ed enogastronomia

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Riparte il Turismo in Provincia di Treviso: +8% arrivi, +4,6% presenze nel 2010
Il 2009 in linea col resto del Veneto, decisive le mostre 
turismo

Riparte il turismo nella Marca Trevigiana. I primi mesi del 2010, il periodo che va da gennaio a marzo, hanno fatto registrare un notevole incremento sullo stesso periodo del 2009: +8% sugli arrivi e +4,6% sulle presenze. Notevole in questo inizio di anno l’incremento degli italiani (+11,5) e rilevante anche quello degli stranieri (2,1%). Sono 285.383 le presenze, 12.500 in più dello stesso periodo del 2009. Sale anche la permanenza media: 2,15 giornate per gli italiani, 2,17 giornate per gli stranieri.
 
A presentare i dati il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, il vicepresidente e assessore al Turismo, Floriano Zambon, il presidente del Consorzio di Promozione Turistica MarcaTreviso, Gianni Garatti, il presidente degli albergatori trevigiani, Federico Capraro, e la ricercatrice del CISET (Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica dell’Università Ca’ Foscari di Treviso) Sabrina Meneghello.
 
 
Che attività turistica svolge o ha intenzione di svolgere in zona?

Cantine, degustazioni prodotti tipici (interviste visitatori IAT): Italiani 19,4% Stranieri 14,1%

Cosa conosce della Provincia di Treviso?

Prodotti enogastronomici e buona cucina (interviste pernottanti): Italiani 24,6% Stranieri 21,5%

Fonte:elaborazioni CISET da indagine strutture ricettive (Osservatorio turistico provinciale 2009)

COMPRENSORI

È l’analisi dei comprensori a segnalare i fattori trainanti della ripresa turistica nei primi tre mesi del 2010. I maggiori incrementi si registrano nella Castellana (+24,4% arrivi, +16,2% presenze), nel Coneglianese (+14,3% arrivi), Vittoriese (+14,3% arrivi, + 11,5% presenze e Treviso Nord (+14,7 arrivi, + 10,8% presenze), dati probabilmente indotti dalle mostre che hanno visto protagonisti i territori. Bene anche Asolano (+19,3%), Valdobbiadene-Soligo (+25,7% arrivi, + 15,4% presenze) e Opitergino-Mottense (+8,9% e 11%), quest’ultimo settore grazie all’evento religioso della Madonna di Motta.
 
MOTIVAZIONI

È ormai assodato che il turismo trevigiano è passato da un turismo prettamente di business a un turismo più di “leisure”. Lo testimoniano le risposte ai questionari forniti agli Iat (Ufficio Accoglienza Turistica): il 53% dice di essere giunto nella Marca per semplice vacanza, il 10% in occasione di particolari eventi e manifestazioni, come le mostre culturali.
 
“Il turismo trevigiano è ripartito, lo dimostrano i dati: +8% negli arrivi e +4,6% nelle presenze nei primi tre mesi del 2010 – ha esordito Muraro – la crisi dei due anni precedenti è dunque finita. Buona parte di questi risultati li abbiamo ottenuti sicuramente grazie a mostre come quella del Giorgione a Castelfranco, del Cima a Conegliano, sulla Cina a Treviso ma anche a eventi religiosi come la Madonna di Motta di Livenza, o le mostre del prosecco nel valdobbiadenese. La Provincia di Treviso comunque, dal 1998 ad oggi, ha visto un aumento costante delle presenze turistiche di circa 1,8% annuo.

Tra le peculiarità di quest’anno, spicca l’aumento eccezionale (+316% arrivi, +208% presenze) di irlandesi, giunti per le partite di rugby. Ecco allora che strumenti come il club di prodotto dello sport diventano decisivi, specie in vista di un evento come la Celtic League. Gran parte dei turisti viene da noi per l’enogastronomia, per le cantine e le degustazioni. Bene allora iniziative come quelle realizzate con l’Unpli o con i ristoratori trevigiani. Col turismo si muove tutta l’economia, perché quando puntiamo sui grandi eventi, facciamo lavorare tutto il territorio”.
 
“I dati del primo trimestre mostrano un’evoluzione positiva – ha detto Zambon – La vera sfida è trasformare il turista in un ambasciatore. Se il sistema funziona, i risultati si vedono. Parlando delle mostre, non devono essere eventi fini a se stessi, ma dobbiamo capitalizzare l’esperienza con progetti di più ampio respiro. Il turista enogastronomico invece, gratifica il nostro territorio. Sono 6 milioni i turisti di questo tipo in Italia e, di questi, il 12,5% sceglie il Veneto. La spesa media giornaliera di questa tipologia di visitatore è di 130 euro rispetto ai 90 euro medi per gli altri segmenti. Quindi possiamo capire l’importante ricaduta economica sul territorio. Sinora ci sono state le grandi mostre, per l’estate aspettiamo invece le manifestazioni sportive. Il lavoro che dobbiamo fare oggi è quello di fare rete, perché la programmazione sia coordinata”.
 
“Dobbiamo adeguarci ai cambiamenti in atto – ha detto Garatti – questi dati sono importanti per una programmazione, il turista può diventare una vera risorsa economica e chiunque ha un prodotto da vendere, può contribuire a segmentare e incrementare l’offerta del territorio. Il turismo di business se ne sta lentamente andando”.
 
“Primo punto: abbiamo incrementato i pernottamenti, senza dover per questo abbassare i prezzi, perché è aumentata la redditività delle aziende – ha detto Capraro – i grandi eventi sportivi, grazie anche al Club di Prodotto, diventano un volano turistico per tutto il territorio, anche e soprattutto fuori stagione. Infine, le mostre come quelle del Cima o del Giorgione hanno avuto la possibilità di far identificare il territorio con un artista. Capiamo come promuovere queste terre seguendo questo filone, per continuare a far vivere la Marca oltre la fine dell’evento”.
 
 
2009

Il 2009 era stato un anno difficile per tutto il turismo europeo e la Provincia di Treviso ha fatto registrare valori in linea con la media: -12,6% nelle presenze, -7,2% negli arrivi. Tuttavia, nonostante le criticità, la dinamica degli arrivi e delle presenze nel periodo che va dal 1997 al 2009 evidenzia un tasso di incremento medio annuo del +1,8% per gli arrivi e +1,6% per le presenze, con valori sostanzialmente omogenei sia tra gli italiani che gli stranieri.
 
 
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