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Produciamo qualitÓ e ce la vogliono pagare come spazzatura

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“Resistiamo al settembre nero dei prezzi pagati agli agricoltori per cereali, uva, latte e per tutto il resto del nostro meraviglioso paniere agricolo”. L’appello parte dal presidente di Coldiretti di Treviso, Fulvio Brunetta, e vuole raggiungere con forza tutte le imprese agricole che oggi devono fare i conti con una situazione di mercato a dir poco in contraddizione e sicuramente per certi versi drammatica.
 
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“Ogni giorno constatiamo che il nostro lavoro ed i nostri prodotti ci vengono pagati come vent’anni fa con la bella differenza che i costi rispetto a quel tempo sono forse più che decuplicati – sottolinea Brunetta che intende spronare gli imprenditori del primario a non mollare – La contraddizione è che in tutto il mondo considerano le nostre produzione come le migliori dal punto di vista qualitativo e tutti le copiano spacciandole per italiane autentiche . Ed è proprio questo il punto. Non possiamo permetterci di abbassare il livello della qualità dei nostri prodotti. Se facciamo solo un passo indietro ci giochiamo fette di mercato poi difficilmente recuperabili”.Per il Presidente di Coldiretti, Fulvio Brunetta, bisogna andare a costruire un diverso percorso nella filiera dove  chi lavora i campi potrà dire la sua. Il progetto di Coldiretti “per una filiera tutta italiana” è decollato il 30 aprile scorso, mentre nel mese di luglio Coldiretti di Treviso è stata protagonista dell’operazione “Verità alle frontiere”: “Oggi la situazione è che per i  produttori i prezzi pagati sono sempre più bassi, mentre per i consumatori sempre più alti – spiega con chiarezza Brunetta – Ci deve essere una filiera tutta italiana riconoscibile da consumatore e a garanzia del giusto reddito alle aziendale che producono per la nostra salute. Già la vendita diretta e la sicura stagionalità ha dimostrato che chi acquista può avere dei benefici importanti anche sul prezzo”.      “I prezzi dei prodotti agricoli nelle campagne sono crollati del 16 per cento, ma sugli scaffali della grande distribuzione per i consumatori sono rimasti praticamente stabili per la presenza di pesanti distorsioni nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola che colpiscono gli agricoltori e i consumatori – continua a  denunciare il Presidente di Coldiretti di Treviso - nel commentare i dati del bollettino bimestrale di Unioncamere che evidenzia un aumento del giro di affari del 2,8 per cento nella grande distribuzione nel periodo maggio giugno 2009”. Nella grande distribuzione i prezzi dei prodotti alimentari – sottolinea la Coldiretti - sono rimasti praticamente stabili secondo Unioncamere (-0,1 per cento nel bimestre) nonostante nelle campagne i prodotti agricoli si trovino in piena deflazione con un calo del 16 per cento a giugno, secondo Ismea. Il record della riduzione nei campi si è verificato per i cereali con un crollo dei prezzi alla produzione del 33,3 per cento rispetto allo scorso anno, ma sugli scaffali il dato aggregato di pasta, pane e cereali è salito del 2,2. In campagna sono in calo le quotazioni di vini e oli di oliva che su base annua hanno registrato, rispettivamente, contrazioni del 23,6 per cento e del 20,4 per cento, e anche della frutta (-21,7 per cento) che pero' al supermercato aumenta del 2,6 per cento. “Nell'attività di allevamento - continua la Coldiretti di Treviso - il confronto su base annua segnala una variazione negativa per i prezzi alla produzione di suini (- 4,9 per cento) e bovini (- 5,8 cento). Ancora più accentuato il calo delle quotazioni dei lattiero-caseari, che rispetto al giugno 2008 registrano in media una flessione del 14,7%. Occorre maggiore trasparenza a partire dalla richiesta formulata dalla Coldiretti ai supermercati – conclude il Presidente dei coltivatori trevigiani - di tenere separati sugli scaffali i prodotti ottenuti da materia prima veramente italiana da quelli importanti per combattere il falso made in Italy e consentire di fare scelte di acquisto consapevoli”.
 
 
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