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Nuovo Consorzio Prosecco DOC

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AL Vinitaly 2010, presso il Ministero, prima uscita del neo consorzio
“Ora il nome Prosecco è legato alla terra di origine essendo il nome del Vino e non più del vitigno” 
 
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La nuova stagione del Prosecco Doc è decollata al Vinitaly 2010. Presso l’area del ministero alle politiche agricole, alimentari e forestali, il primo presidente della nuova Prosecco Doc ha ufficialmente presentato il nuovo logo del Consorzio e una sintesi del disciplinare. Presenti molti consiglieri del Consorzio Prosecco doc oltre al vice presidente di Federdoc, Giuseppe Liberatore, il direttore generale della direzione Qualità del Ministero, Riccardo deserti, e l’assessore provinciale all’agricoltura, Marco Prosdocimo. Il nuovo Consorzio Prosecco Doc suggella un percorso che ha conquistato finalmente la tutela del nome del Vino Prosecco. Prima era il nome del vitigno e per questo poteva essere prodotto in tutto il mondo. Oggi il vitigno si chiama Glera. Il nuovo logo è una sorta di sole che con una rotazione di 9 bicchieri sta a significare le uniche nove province in cui il Prosecco doc può essere prodotto.     “Il percorso che abbiamo attivato per garantire la tutela del Prosecco va ben oltre il risultato raggiunto della protezione – spiega lo stesso presidente Brunetta - Ci ha lasciato, infatti,  la prova che attraverso il gioco di squadra si può arrivare a risultati importanti. Oggi è il territorio il nuovo valore che tutti noi stiamo sostenendo e immaginando quale elemento che porterà valore aggiunto al Prosecco, la volontà di investire sulle componenti a garanzia del prodotto non è il frutto di una intuizione ma il risultato di una scelta voluta che comprende dei sacrifici di tutti i produttori coinvolti ma non potrà che dare soddisfazione a tutto il comparto”.  Il logo è stato realizzato dalla Bianchi e S. Paul Design di Conegliano. “E’ un logo che testimonia la freschezza, positività, gioia che esprime il Prosecco – aggiunge il presidente del Consorzio – Un sole che illumina, a partire dal territorio d’origine, tutto il mondo che sa apprezzare questo straordinario prodotto. Il mio ringraziamento va innanzitutto a tutti i produttori e alle autorità che per le diverse competenze hanno condiviso il nostro percorso a cominciare dagli ex presidente e vice presidente della Regione Veneto, rispettivamente Giancarlo Galan e  Franco Manzato, il presidente di Unioncamere , Federico Tessari e il Ministro, Luca Zaia, che ci ha anche ospitato al Vinitaly 2010 per la nostra presentazione”.   Segue : sintesi del disciplinare di produzione con tipologie, ampelografia e zona di produzione.
 
 

 

SINTESI DISCIPLINARE DOC PROSECCO

(D.M. 17 luglio 2009)

TIPOLOGIE:

PROSECCO (tranquillo), PROSECCO frizzante (anche nella tradizionale versione con rifermentazione in bottiglia), PROSECCO spumante.
 
BASE AMPELOGRAFICA:

vitigno Princiapale Glera minimo 85% (il nome Glera è sinonimo del vitigno Prosecco, DM 27.03.2009). Possono concorrere alla costituzione delle partite di DOC Prosecco, in ambito aziendale, i seguenti vitigni complementari sino ad un massimo del 15%: Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera, Glera lunga, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero.
 
ZONA DI PRODUZIONE DELLE UVE:

Intero territorio delle provincie di: Treviso, Belluno, Padova, Vicenza, Venezia, Trieste, Udine, Gorizia, Pordenone. Sono esclusi i terreni torbosi e quelli con alta dotazione idrica.
 
NORME PER LA VITICOLTURA:

-          Le forme di allevamento (per i vigneti piantati dopo l’approvazione del disciplinare) sono la spalliera semplice e doppia con una densità minima di ceppi per ettaro di 2.300;

-          I vigneti preesistenti allevati con sistemi espansi sono idonei alla produzione della DOC Prosecco per un periodo transitorio di 10 anni a condizione che nella potatura non vengano superate le 80.000 gemme ad ettaro;

-          E’ ammessa solo l’irrigazione di soccorso

-          La resa massima di uva per ettaro non deve superare i 180 quintali; è ammesso un supero di campagna del 20% (fino a 216 q.li) da destinare ad IGT Bianco o Glera o a Vino comune;

-          Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo delle uve non deve essere inferiore a 9,5 % vol. Per le uve destinate alla produzione di vini Spumanti e Frizzanti è ammesso che detto titolo alcolometrico non sia inferiore a 9 % vol;
 
VINIFICAZIONE:

-          La resa massima dell’uva in Vino è del 70%;

-          Le operazioni di vinificazione, presa di spuma ed imbottigliamento devono avvenire all’interno dell’area di produzione delle uve.

-          Per la presa di spuma e l’imbottigliamento sono ammesse deroghe per gli stabilimenti situati nelle provincie limitrofe (dimostrando 5 anni di attività per queste operazioni), nonché deroghe per altri territori (in ambito nazionale e dimostrando che in determinate aree geografiche le pratiche di elaborazione e confezionamento avvenivano già nel 1986).
 
ETICHETTATURA:

-          Possono essere impiegate le “menzioni geografiche aggiuntive”: “Provincia di Treviso” o “Treviso” oppure “Provincia di Trieste” o “Trieste” qualora la partite di Vino siano costituite esclusivamente da uve prodotte da vigneti ubicati nella provincie medesime e che le operazioni di elaborazione e confezionamento avvengano all’interno di detti territori provinciali.
 
CONFEZIONAMENTO:

-          La chiusura delle bottiglie del Vino PROSECCO tranquillo deve avvenire con tappo raso bocca; è consentito il tappo a vite per bottiglie di capacità fino a 0,375 litri.

-          Il  Vino Spumante deve essere immesso al consumo nelle tradizionali bottiglie di vetro con capacità fino a 9 litri.

-          Il Vino Frizzante deve essere immesso al consumo in bottiglie tradizionali della capacità fino a 5 litri, chiuse con tappo raso bocca o con tappo a vite. E’ anche consentito che il tappo cilindrico in sughero o altro materiale inerte sia trattenuto dalla tradizionale chiusura a spago.

-          Per il Vino Frizzante che riporta in etichetta la dicitura “rifermentazione in bottiglia” è ammesso l’utilizzo anche del tappo corona.
 
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