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Il Prosecco Doc Deve Rimanere a Treviso

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La Provincia: “Il Prosecco Doc Deve Rimanere a Treviso”. Il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, interviene in merito alla discussione sulla sede del Consorzio di gestione del Prosecco Doc.
Consorzio Gestione del Prosecco Docg

“Non esiste, non ci stiamo. L’idea di portare la sede interregionale del consorzio Prosecco Doc a Trieste, onestamente, la trovo fuori luogo – spiega il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro – parliamoci chiaro, fuori da ogni possibile speculazione: il 90% del prosecco Doc si produce nelle colline trevigiane. Basti solo questo a spiegare il perché, la sede naturale del Consorzio non può che essere nella Marca Trevigiana. Senza che questo tolga valore al Consorzio che rappresenta ben 9 Province. Anzi, sarebbe un valore aggiunto, oltre che segno di riconoscenza, posizionarlo nel cuore della produzione Doc.

Entrando più nello specifico, vorrei ricordare che Treviso ha già dato tanto. Ci siamo impegnati per il buon esito dell'approvazione dei nuovi disciplinari di produzione, abbiamo già aperto ad altri territori che di sicuro non erano famosi per la produzione di prosecco – continua Muraro – Ora però basta trattative, perchè bisogna lavorare per costruire il futuro. Ecco perchè non posso fare a meno di schierarmi coi nostri produttori, con le nostre aziende agricole. La Doc è trevigiana, dove ci sono le eccellenze di produzione, dove c’è il Cartizze, dove esiste la strada dei vini più antica d’Italia. Quella del Prosecco, appunto, che è sulle colline trevigiane e non da altre parti. Non si può creare difficoltà ai produttori, anche a livello logistico, dato che la stragrande maggioranza proviene dalla nostra provincia. Non è pensabile, onestamente, che si perda l’identità di un territorio. E l’identità del Prosecco è la Marca Trevigiana. Non a caso, la Provincia investe molto a livello di marketing territoriale sul nostro Vino più famoso.
Invito allora gli amici friulani a evitare questa battaglia – chiude Muraro – il Prosecco è prima di tutto trevigiano, questo è imprescindibile e incontestabile. Gli sforzi, invece, vanno indirizzati verso altre azioni, già elaborate dal tavolo della filiera trevigiana e dalle istituzioni: tutela internazionale, piano controlli per vigneti ex-igt, gestione del potenziale viticolo. Insomma, non c’è tempo da perdere in cavilli spesso incomprensibili per i produttori”.
 
 
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