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Coldiretti non partecipa al consiglio regionale Veneto

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Coldiretti “snobba” il consiglio regionale straordinario convocato per la crisi del settore 
Piazza:”Non si affrontano i problemi dell’agricoltura con la logica dell’emergenza”
 
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12 novembre 2009 - “Non vogliamo più sentir parlare di crisi perché siamo di fronte ad una situazione strutturale che da anni pone le aziende agricole in una condizione subalterna rispetto ai poteri forti dell’agroalimentare italiano.

Sono le parole di Giorgio Piazza Presidente di Coldiretti Veneto che dopo aver presentato al Consiglio regionale il documento con una serie di osservazioni e proposte ha deciso di non partecipare al dibattito della seduta straordinaria convocata  su iniziativa della IV commissione agricoltura.

Secondo Coldiretti solo attraverso un intervento diretto degli agricoltori sulle leve economiche si possono rimuovere le strozzature che impediscono alle imprese di fare reddito.

“Abbiamo avviato il nostro progetto per una filiera agricola italiana firmata dagli agricoltori – continua Piazza - una vera e propria holding per riappropriarci dei margini produttivi ora incamerati ingiustamente da chi specula sul nostro lavoro”.

“Alla Regione Veneto – insiste Piazza -  non chiediamo interventi speciali, perché siam consapevoli che le condizioni del bilancio regionale non lo consentono, ci attendiamo solo misure di assoluta ordinarietà che metterebbero nuovamente alle 40 mila imprese agricole professionali  di mantenere il patrimonio agroalimentare”.

Coldiretti segnala la forte contrazione registrata sul bilancio a favore dell’agricoltura dove dal 2003 al 2009 l’aggregato si è ridotto di quasi la metà, passando da 201,6 milioni di euro (media 2003-’04) a 127,2 milioni stanziati per l’anno in corso.

Oltre a questo non irrilevante particolare nel testo presentato al Governo Veneto sono elencate richieste assolutamente alla portata: dal monitoraggio dei flussi in entrata delle merci che garantiscono i consumatori all’antitrust per assicurare il rispetto dei tempi di pagamento (attualmente l’agricoltore sopporta più di 90 giorni per incassare), dalla ristrutturazione dei debiti delle aziende, consolidando in rate sostenibili i mutui, allo blocco delle somme già impegnate a favore delle imprese venete dal Programma di sviluppo rurale (quelle erogate al 30 giugno del 2009 erano meno del 10% ).

 “Non abbiamo bisogno di ulteriori discussioni consiliari – conclude Piazza - ma di sbloccare la burocrazia dell’amministrazione pubblica”.
 
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