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CIA: Esportare il vino italiano nei paesi europei

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Cia di Treviso: convegno a Valdobbiadene su "Esportare il Vino italiano nei paesi europei: telematizzazione delle accise e lotta alla contraffazione nell'attività dell'Agenzia delle Dogane".
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La Cia di Treviso presenta oggi a Valdobbiadene il convegno dal titolo: "Esportare il Vino italiano nei paesi europei: telematizzazione delle accise e lotta alla contraffazione nell'attività dell'Agenzia delle Dogane". Il convegno avrà inizio alle 16 presso Villa dei Cedri. L'evento è stato patrocinato dal Comune di Valdobbiadene.
Il convegno affronterà il problema della lotta alle contraffazioni, presentando le nuove procedure messe in campo dall'Agenzia delle Dogane per il riconoscimento dell'originalità del marchio. I nuovi strumenti, tra i quali una procedura telematica chiamata "Falstaff", saranno messi a disposizione dei doganieri per permettere subito di riconoscere un prodotto falso.
Un problema che riguarda tutto il comparto agroalimentare, ma particolarmente sentito nel distretto del Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano, in seguito all'ottenimento della nuova denominazione di prodotto Docg. In questi ultimi anni il fenomeno della contraffazione ha assunto un carattere estremamente rilevante in quanto costituisce una seria minaccia per la sicurezza internazionale.
L'autorità doganale è chiamata a contrastare ogni devianza o abuso alle corrette regole del libero scambio. L'obiettivo è quello di tutelare la correttezza del commercio e al tempo stesso il consumatore. Nel rispetto di tali esigenze, il progetto di lotta alla contraffazione, elaborato dall'Agenzia delle Dogane e presentato oggi a Valdobbiadene dalla Cia di Treviso, si concretizza nella costituzione di una banca dati multimediale dei prodotti autentici inserita nel sistema informativo Aida (Automazione integrata dogane e accise) dell'Agenzia.
La banca dati consente di confrontare le caratteristiche dei prodotti sospettati di contraffazione con le caratteristiche dei prodotti originali. In sintesi, ogni azienda che richieda un intervento di tutela di un proprio prodotto genera nella banca dati una scheda in cui possono, inoltre, essere registrate, per ogni prodotto, tutte le informazioni di carattere tecnico che lo contraddistinguono. I funzionari doganali possono interrogare la banca dati ottenendo risposte in tempo reale e possono avvalersi, per le richieste di intervento, dei tecnici delle associazioni di categoria o degli enti di certificazione della qualità dei prodotti posti sotto tutela.
La banca dati si integra con il Circuito doganale di controllo e permette di definire ulteriori profili di rischio a cui sono collegate specifiche azioni per la tutela dei prodotti protetti da marchio. Il Circuito doganale di controllo analizza, in tempo reale, tutte le dichiarazioni di importazione ed esportazione presentante in dogana e le indirizza automaticamente ai canali di controllo abbinati ai profili di rischio elaborati anche in base ai parametri indicati, nelle schede, dalle aziende.
Tra i temi che verranno affrontati durante il convegno: l'esperienza all'estero dei vini a denominazione, l'invio telematico delle accise e il progetto "Falstaff", i contratti di agenzia e di distribuzione nei Paesi Ue e la presentazione progetto Se.TA. Partecipano: Denis Susanna, presidente di Cia Treviso, Bernardino Zambon, sindaco del Comune di Valdobbiadene, Roberto Tugnoli Maria Laura Conuto area centrale tecnologie per l'innovazione agenzia delle dogane, Enrica Maggi, avvocato con studio legale a Klagenfurt e Vienna, Fabio Raccosta di Cia Agricoltura e Vita, Massimo Bagnoli, responsabile nazionale area fiscale Cia.
 
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