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Chiude in positivo l'edizione 2010 di Enovitis in campo a Roncade

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A varcare l’ingresso della Tenuta Ca’ Tron, il 17 e 18 giugno scorsi, 4.000 visitatori qualificati, che non si sono lasciati intimorire dalle avverse condizioni meteo; notevole poi il successo del concomitante convegno dedicato al futuro della Doc Prosecco,cui hanno partecipato 500 operatori.
Chiude in positivo l'edizione 2010 di Enovitis in campo a Roncade

Si è chiusa con un bilancio decisamente positivo l’edizione 2010 di Enovitis in campo, che sfidando l’ondata di maltempo abbattutasi su tutto il Nord Italia proprio alla vigilia dell’estate, è riuscita a catalizzare l’attenzione di migliaia di viticoltori arrivati a Roncade nel Trevigiano, non solo dal Veneto e dalle altre regioni della nostra Penisola ma anche dall’estero, dalla Slovenia, dalla Spagna, dall’Austria, dalla Grecia e perfino dall’India, a conferma del richiamo esercitato dalla tecnologia italiana per vigneto, leader indiscussa nel panorama internazionale. A varcare l’ingresso della Tenuta Ca’ Tron, il 17 e 18 giugno scorsi, 4.000 visitatori qualificati, che non si sono lasciati intimorire dalle avverse condizioni meteo; notevole poi il successo del concomitante convegno dedicato alla Doc Prosecco, cui hanno partecipato 500 operatori.
 
Tra i filari di Ca’ Tron, secondo una disposizione lineare ai due lati della strada principale di accesso, l’offerta merceologica di 130 espositori – numero che ha superato quelli dell’edizione 2008 – diversamente specializzati nelle varie attività di lavorazione e gestione del vigneto. Macchine e attrezzature che – anche grazie alla caratteristica del vigneto strutturato per supportare i diversi livelli di meccanizzazione delle varie operazioni colturali (potatura, vendemmia, cimatura, difesa antiparassitaria e gestione del suolo) – hanno potuto dimostrare le proprie performance e plus innovativi al meglio.

Dall’impianto del vigneto alla lavorazione del suolo e all’irrigazione, dagli atomizzatori agli agrofarmaci, passando per il comparto trattori fino al vivaismo, la parola chiave per contrastare un clima che ancora risente della crisi che vive l’agricoltura è stata: innovazione. Un’innovazione i cui driver principali sono sempre più l’ecosostenibilità, l’attenzione a un basso impatto ambientale, la versatilità, multifunzionalità e automatismo di macchine e attrezzature. Per ottimizzare tempi e costi delle lavorazioni.

Novità assoluta dell’edizione 2010 di Enovitis in campo, è stata la realizzazione di un momento di riflessione e confronto a più voci dedicato a una tematica di grande attualità per la filiera vitivinicola, in particolare del Nord Est. Ovvero il futuro della Doc Prosecco. Una grande opportunità – come emerso dall’incontro - che però deve essere gestita e salvaguardata per non rischiare pericolose speculazioni,come sottolineato da Franco Manzato, assessore all’agricoltura della Regione Veneto. L’analisi delle previsioni sull’evoluzione di superfici e produzioni,come presentato da Vasco Boatto, direttore Cirve dell’Università di Padova – sede di Conegliano, prospetta infatti uno scenario potenzialmente a rischio – peraltro sono già evidenti segnali un po’ preoccupanti sul fronte dei prezzi – che necessita di un coordinamento e di una strategia comune e condivisa tra tutti gli attori della filiera per non svilire il prodotto. A questo proposito Fulvio Brunetta, presidente del Consorzio di tutela Doc Prosecco, ha sottolineato la volontà di gestire la denominazione con il consenso di tutti gli associati e l’impegno affinché i produttori si sentano responsabili del destino della Doc. In particolare, poi, Gianni Zonin, nel suo intervento, ha lanciato la proposta di un accordo interprofessionale per garantire remunerazioni adeguate ai viticoltori e prezzi accettabili ai consumatori. All’incontro, moderato da Fabio Piccoli, hanno partecipato, tra gli altri, anche Enrico Peterlunger, Cattedra di Viticoltura – Facoltà di Agraria dell’Università di Udine.
 
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