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Casa dei Vini del Piave

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Una casa comune a Oderzo per i vini del Piave e la loro strada: è questo il significato concreto del Progetto di una “Casa del Vino”, finanziata dalla Regione del Veneto con 600.000 euro, presentato oggi dal Vicepresidente della Regione Franco Manzato nel corso di una manifestazione tenutasi presso la Cantina Sociale di Oderzo (Treviso).
 
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Tra i numerosi intervenuti, il senatore Giampaolo Vallardi, componente della commissione agricoltura del Senato, il Presidente della Provincia di Treviso (cofinanziatrice dell’iniziativa) Leonardo Muraro, l’assessore provinciale Marco Prosdocimo ed il Presidente della cantina, Vanino Negro. Si tratta di far rinascere e riadattare un fabbricato di proprietà della Cantina Opitergium, ed adibirlo a “Casa del Vino” per tutte le attività di promozione connesse all’enologia, in una zona famosa per i vini rossi e cuore della DOC “Piave”. Il progetto della “Casa del Vino” è un’istanza della Provincia di Treviso, che la Regione ha accolto e finanziato. Nel complesso il valore dell’opera è di 752.469,60 euro, 80mila dei quali  stanziati dalla Provincia per sostenere interventi sull’immobile per il suo recupero e messa in sicurezza.

 

“Per la valorizzazione della nostra produzione vinicola tipica – ha detto Manzato – questa è una realizzazione di grande valenza, perché anche un luogo fisico è prezioso come punto di riferimento per un’intera area e per divenire crocevia dove si intersecano identità culturale, enoturismo ed enogastronomia”. Manzato ha anche anticipato i contenuti di una nuova iniziativa  che veicolerà a livello internazionale i vini del territorio. “Per il raboso, tipico della zona del Piave – ha detto – intraprenderemo la stessa strada del prosecco, con un impegno forte per l’ottenimento della docg. Inoltre promuoveremo nel mondo i grandi vini autoctoni dell’enologia  trevigiana e veneta, espressione del territorio e campioni unici per gusto e tipicità nell’ambito del panorama vinicolo internazionale. Potremo contare su circa 3,5 milioni di euro pubblici nel periodo 2009-2010, destinati al Veneto nel contesto  della politiche di sostegno alla commercializzazione del Vino previste dalla nuova Organizzazione Comune di Mercato. Inoltre a qui al 2013 il Veneto potrà investire risorse  pubbliche per un totale di circa 35 milioni che, a fronte di un analogo impegno del sistema privato si tradurranno  in un complesso di ben 70 milioni di euro”.
 Il Progetto si svilupperà in tre fasi operative: recupero in termini strutturali e di valorizzazione edilizia di un fabbricato storico di proprietà della Cantina sociale Opitergino Mottense (una Cooperativa), ubicato nei pressi della cantina stessa. Questa prima fase ha visto la collaborazione tra la Provincia di Treviso, il Comune e la “Opitergium Sas”, grazie a un contributo di 80mila euro stanziato da viale Battisti a favore dell’amministrazione comunale e finalizzato, tramite una specifica convenzione con la Cooperativa, a sostenere gli interventi di messa in sicurezza e il primo recupero statico dell’immobile; realizzazione di una struttura polifunzionale a servizio del territorio e della collettività locale in riferimento alla DOC “Vini del Piave” e alla “Strada dei vini del Piave”, di cui diverrà sede gestionale. Vi troveranno spazio anche un’enoteca dedicata alle produzioni della DOC con possibilità di presentare, far degustare e vendere (a rotazione per garantire visibilità a tutte le etichette) i prodotti di tutte le Aziende aderenti al Consorzio di Tutela, presentando anche altre produzioni tipiche e di qualità della zona opitergina e trevigiana; realizzazione di una sala convegni a struttura modulare, in grado di ospitare convegni, assemblee, seminari, corsi, esposizioni della filiera vitivinicola. Tutte le attività che si svolgeranno nella “Casa del Vino” saranno oggetto di uno specifico protocollo tra la Provincia e la Cantina Opitergium, vincolante rispetto all’uso pubblico della struttura che potrà essere concessa anche ad altri Enti della filiera quali la Regione e Avepa. La “Casa del Vino” dovrà essere polo operativo per la presentazione, la promozione, la valorizzazione delle produzioni, delle tradizioni e del territorio che fa riferimento alla DOC “Piave”, in un contesto di fruizione turistica che vuole valorizzare, assieme alla componente enogastronomica, anche quella storico culturale del territorio, vicino a grossi centri di interesse come Motta, le spiagge, Venezia, la pedemontana, il Bellunese e l’area dolomitica. Questo proprio nel periodo in cui è necessario riorganizzare le zone di produzione a seguito della riforma della DOC “Prosecco”. Le potenzialità ancora esprimibili del turismo del Vino, poi, si reputa siano dell’80%: tra gli enoturisti veneti tornano ad affacciarsi i nordamericani, con un fatturato totale nel prossimo quinquennio che potrà oscillare tra i 2 e i 4 miliardi di euro.

A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto

 

 
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