Vacanze a Venezia nella Paura |
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Non esiste luogo al mondo dal fascino così misterioso come Venezia. Città dalla cultura millenaria, culla della più longeva Repubblica dell’umanità, in essa la storia, il fantastico, il sacro e il sovrannaturale si intrecciano a leggende tramandate da generazioni.
Leggende che la Regione del Veneto, assieme al sistema delle Pro Loco, ha voluto riportare alla luce con il Festival “Veneto: spettacoli di mistero”, diretto dallo scrittore veneziano Alberto Toso Fei. Per tutto il mese di novembre, l’intero Veneto ospiterà 200 eventi in 140 luoghi “stregati” e dove si celano segreti ancestrali. I vari appuntamenti, con orari, dettagli, accessibilità ai portatori di handicap, si possono consultare al sito www.spettacolidimistero.it.
A Venezia, il Festival prenderà il via sabato prossimo, 31 ottobre, con “La leggenda del Ponte del diavolo”: nella casa museo di Lucio Andrich, a Torcello, si racconterà un antico mistero davanti al camino acceso, in una cena con prodotti stagionali preparata da Heiko Plottke e curata da Coldiretti. Seguirà il 5 novembre, nell’atmosfera magica del Ghetto veneziano, la performance “Luce delle streghe”. Ma tutta la provincia esibirà i suoi “lati oscuri”: a Chioggia si racconterà il Mistero della Valle dei Sette Morti, pescatori portati nell’aldilà da un fantasma per essersi presi gioco di un bimbo affamato. E ancora, tra gli eventi, si narreranno le storie di una “Venezia Misteriosa” o si potrà conoscere il “Canto del fantasma” che a San Donà rievoca l’ultimo bacio tra Biancarosa e il suo cavaliere crociato. A Mirano si farà un salto nel tempo nell’eterna grotta del Belvedere, viaggio iniziatico e terribile, mentre a Santa Maria di Sala e Pianiga si ripresenteranno le “Strighe” tra mistero e realtà. Nel Veneziano non poteva mancare la presenza femminile: donne, spose, amanti infelici che diventano streghe o fantasmi, come la saggia Isabella di Portogruaro, accusata di eresia dal Sant’Uffizio veneziano, o la contessa Dauli che nelle notti di plenilunio sale sul campanile di Dolo sperando di vedere ancora una volta il suo innamorato. Ma si narrerà anche della Madonna che nel 1508 chiese all’ortolano Baldissera Zalon il pentimento dei clodiensi per salvare la città dall’ira divina, e la triste vicenda di Maria Sorgato, morta improvvisamente nel giorno delle nozze e il cui fantasma ancora appare nel giorno dell’anniversario. “E’ il Veneto della cultura dell’immaginario e dell’irrealtà – afferma il vicepresidente della Giunta regionale Franco Manzato – che fa parte della nostra identità e che con il Festival vogliamo riportare alla luce, offrendo anche nuove occasioni di microvacanza o weekend emozionali e diverse”. |
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