“Abbiamo il sistema sanitario più severo del mondo, la maggior quantità di controlli praticata sulle imprese agricole di Ue ed extra Ue, l’adozione delle misure più restrittive nell’uso dei trattamenti fitosanitari. Questa è la vera garanzia per i consumatori”.
Questa la voce dell’assemblea della Coldiretti di
Treviso, riunitasi proprio ieri sera, che ha affrontato anche il tema “esploso sulla stampa in questi giorni” sui trattamenti delle viti del Prosecco. “Direi che questo tema si ripropone quasi ogni vendemmia partendo da dei presupposti che generano solo ed esclusivamente dell’allarmismo -sottolinea il Presidente di Coldiretti di
Treviso, Fulvio Brunetta- Anzi ancor peggio è quando si passano alla stampa notizie non veritiere. Direi innanzitutto che la salubrità del Prosecco, eccellenza che tutti ci invidiano e che noi amiamo probabilmente farle del male, è un prerequisito. I controlli nelle nostre campagne sono per noi imprenditori addirittura asfissianti oltre a costituire un costo importante per le nostre imprese agricole. Tutto questo va a vantaggio del consumatore. Quindi tutto ciò che viene usato per dar vita ai trattamenti è valutato a livello di impatto ambientale, testato e autorizzato. Certo il percorso evolutivo ci porta a fare continui miglioramenti e anche questo fa onore alla qualità dei nostri prodotti. Pertanto non accetto che si sbattano con estrema superficialità dati e numeri dei fitosanitari usati facendo leva sul sensazionalismo. Ricordo che in provincia di
Treviso operano ventimila imprese agricole e sono considerate parte integrante dell’eccellenza produttiva del made in Italy”. Coldiretti di
Treviso rappresenta in questo caso le sue iniziative di Campagna Amica e dei suoi mercati oltre alla filosofia del Chilometri Zero e del patto con il consumatore. “La difficoltà ulteriore nasce quando si fa politica del territorio dando ai media dei messaggi inesatti e decisamente strumentalizzanti -aggiunge il direttore di Coldiretti di
Treviso, Enzo Bottos- Mi riferisco alla notizia apparsa sui giornali in cui si fa riferimento all’utilizzo del principio attivo Mancozab. Cito testualmente: il 19 gennaio il Parlamento europeo ha messo al bando questo prodotto. Una frase non solo grave in quanto non fondata, ma che presuppone che i nostri prosecchisti vivano nel far west facendo quello che vogliono. Il mancozeb, pur rientrando come tutti i prodotti fitosanitari nelle liste di riesame del loro utilizzo, è tuttora autorizzato e quindi legale e utile alla lotta alle malattie della vite”. In Italia addirittura quando l’Ue dà minimi e massimi di utilizzo si adottano sempre le forme più restrittive. “Il creare pandemie mediatiche probabilmente va a vantaggio di qualcuno -continua Brunetta- Del resto negli ultimi dieci anni ne abbiamo subite molte generate sempre fuori dal nostro Paese e soprattutto rimaste sulla carta. Non riesco a comprendere a chi porta beneficio il colpire la credibilità del Prosecco. Ripeto che le imprese agricole del nostro territorio pagano enormi costi per essere in regola e a prova di qualsiasi controllo. Con questo non significa che la nostra regola non sia quella di non abbassare mai la guardia”. (Luca Pinzi - Ufficio Stampa)