Premio De@ Terra 2010 a Cristina Garetto Cecchetto |
|
|
|
|
"Se il 21 dicembre 1980, quando ho conosciuto Giorgio, mio marito, mi avessero detto che in seguito avrei condiviso con lui la passione per il nostro territorio e per il mondo del Vino, io, ormai prossima al diploma magistrale, non ci avrei creduto..."
Infatti Cristina Garetto Cecchetto esattamente dopo trent'anni da quella fatidica data, il 17 dicembre p.v. nell'ambito della celebrazione italiana della Giornata Mondiale della Donna Rurale 2010 riceverà a Roma, dal Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Giancarlo Galan, il Premio De@ Terra 2010 assegnato in tutta Italia a solo cinque imprenditrici agricole , la cui storia imprenditoriale è caratterizzata da creatività, volontà e capacità di mettere sul mercato prodotti di alta qualità e tipicità. Sommelier, contitolare dell' azienda agricola Giorgio Cecchetto, ha raccolto la sfida e contribuito alla riscoperta e alla rivalutazione del Raboso del Piave, tanto da pubblicare una monografia su questo vitigno autoctono che ha scritto la sua storia nelle terre del Piave, raccogliendo le testimonianze di cinque importanti autori. "Uno dei momenti più significativi del mio percorso? La telefonata di Luigi Veronelli, che si complimentava per il nostro Raboso Piave, al quale dedicò un articolo sul Corriere della Sera il 14 aprile 2002. Un'indimenticabile domenica di Vinitaly, che ha segnato la svolta!" Comunicazione, ricerca, sperimentazione nella sua azienda, ma anche solidarietà: da sei anni i ragazzi dell' Associazione Italiana Persone Down sez. Marca Trevigiana si danno appuntamento nella sua cantina per vendemmiare, vinificare e successivamente imbottigliare il Raboso del Piave, personalizzando con le loro etichette, una diversa dall'altra, le bottiglie che poi presentano al Vinitaly di Verona e il cui ricavato è destinato alle loro attività nell'ambito del "Progetto Autonomia". Moderna imprenditrice, non perde di vista il privilegio di essere soprattutto donna e mamma, imprimendo all'azienda un suo personale stile e trasmettendo la sua passione ai figli Marco, Sara e Alberto, che hanno già manifestato l'intenzione di seguire l'attività di famiglia. Le cose che si amano non si posseggono mai completamente. Semplicemente si custodiscono. E si tramandano. |
| < Prec. | Pros. > |
|---|




















