Inaugurazione del Vinitaly 2011 del Ministro Romano |
|
|
|
|
Inaugurare da Ministro delle politiche agricole la più importante manifestazione enologica d’Italia è per me un onore, anche perché nel tempo ho cercato di acquisire maggiore conoscenza di un settore come quello del Vino, di per sé affascinante e poliedrico. Vinitaly rappresenta, fin dalla sua nascita, un momento fondamentale per il comparto, un’occasione unica per sottolineare, anche sotto il profilo vitivinicolo, la centralità dell’Italia a livello internazionale.
Il Vino è da sempre un simbolo unitario per la nostra cultura, un elemento indissolubile delle nostre radici, capace di trasformare l’Italia nel vero cuore pulsante della civiltà mediterranea. La storia ci dimostra come l’uva e l’olivo rappresentino da migliaia di anni lo spirito delle nostre tradizioni, un valore che si rinnova quotidianamente e che contribuisce a proiettare il nostro stile di vita nel mondo. Non è un caso che costituisca uno dei pilastri della Dieta Mediterranea, così come non è un caso che l’Italia sia la patria di queste eccellenze. Per festeggiare i 150 anni dell’Unità del nostro Paese non esiste nessun comparto, più di quello vinicolo, che abbia titoli e onori per rappresentare un’Italia unita, una nazione in grado di esprimere in tutti i suoi magnifici territori una qualità diffusa nella coltivazione della vite. Una tradizione che unisce ancora oggi Nord e Sud in un coro di ricchezza realmente identitaria. Se guardiamo i dati economici del comparto possiamo affermare con certezza che il Vino italiano è un capitale, una vera e propria punta di diamante del nostro sistema agroalimentare. Un capitale che va preservato, anzi accresciuto. Gli ultimi anni ci hanno dimostrato come la recessione e la crisi economico-finanziaria non facciano sconti a nessuno, arrivando a minare la stabilità anche di settori sostanzialmente sani. Ritengo sia questo il momento di costruire le basi per un futuro capace di garantire al bicchiere italiano delle prospettive di medio-lungo termine. Desidero per questo aprire un dialogo proficuo, costante e attivo con le Regioni, con le organizzazioni professionali e con tutti i protagonisti, affinché nelle sue varie sedi il Vino abbia il giusto riconoscimento per il proprio alto e significativo valore. Un confronto necessario, per far sì che il Ministero che mi onoro di guidare possa effettivamente essere al fianco del sistema vitivinicolo italiano, adottando le misure adeguate a favorirne lo sviluppo. |
| < Prec. | Pros. > |
|---|
















