Il Marrone di Combai ad un passo dall'IGP |
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Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 9 maggio 2009 del riconoscimento ufficiale IGP (Indicazione Geografica Protetta) per il "Marrone di Combai", l'offerta di "Prodotto, Tradizioni & Territorio" della provincia di Treviso si arricchisce ulteriormente.
Si tratta di una produzione storica e caratteristica per questo territorio, con importanti ripercussioni e valenze anche per la tutela del territorio, la valorizzazione del paesaggio oltre che elemento importante dell'economia e dell'identità delle comunità rurali della Marca Trevigiana. Alcuni dati legati al marrone del Combai: superficie coltivata 150 ha per una produzione annua di circa 700 q, sono 300 le aziende produttrici. “Dopo quello per i marroni del Monfenera ancora ad aprile un altro riconoscimento Igp, per il Marrone del Combai, in linea con il nostro progetto strategico "Made In provincia di Treviso". Mi piace sottolineare anche il positivo trend di questi ultimi anni: il riconoscimento della Casatella Trevigiana DOP nel marzo del 2008 e ora, trascorso questo semestre di pubblicazione ufficiale, della nuova Igp, che si aggiunge a quella dei radicchi trevigiani e dell'asparago bianco di cimadolmo. E' la conferma che un progetto cantierabile arriva, rapidamente ed efficacemente, a risultati concreti - sottolinea il Presidente della Provincia di Treviso -nell'ottobre del 1997 si è tenuto a Cison di Valmarino un convegno a carattere nazionale dedicato al castagno, alla castanicoltura ed alla civiltà del castagno. Nello stesso anno la Provincia di Treviso ha attivato un progetto pluriennale di recupero e valorizzazione della coltura a livello locale, investendo in un decennio 170.000 euro nel recupero di piante singole ed impianti boschivi. Gli impianti boschivi sono un elemento determinante nella stabilità idrogeologica del territorio, ma anche elemento di attrazione per una moderna fruizione turistica. Tra interventi di potatura, di ricostituzione boschiva ed innesti, sono state interessate oltre 6.000 piante, distribuite su un ampio territorio che comprende tutta la Pedemontana Trevigiana. Parallelemente a questo percorso, abbiamo voluto seguire anche l'iter di riconoscimento comunitario”, ha concluso il presidente. |
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