Futuro del Prosecco secondo Zaia |
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IL FUTURO DEL PROSECCO SECONDO ZAIA E IL CONSORZIO
(www.enopress.it). Il Ministro Zaia ha toccato il tema in occasione di Vino in villa nella splendida cornice del Castello di Susegana - Le prospettive delle prossime strategie sono riferite in un'articolo de Il Corriere Vinicolo firmato L.C.-M.C. "Già nel mio ruolo di assessore all'Agricoltura della Regione Veneto - ha detto Zaia - mi ero impegnato a portare avanti la riserva del nome Prosecco ai soli vini Doc. Ora che sono ministro i tempi per raggiungere questo risultato saranno ancor più veloci". Ed ha anche chiarito che "non va scartata l'ipotesi di fare una Doc che si estenda fino al paese di Prosecco, in Friuli Venezia Giulia. In questo modo potremo dimostrare che Prosecco è un toponimo e proibire la produzione in ogni area al di fuori di quelle tradizionali, prima fa tutte la provincia di Treviso che, ricordiamo, rappresenta più del 95% della produzione. Il percorso, insomma, che hanno già fatto grandi vini come Barolo, Barbaresco, Soave".
La grande Doc del Consorzio E la barbatella non si deve più chiamare prosecco "Adami e Vettorello, scrive Il Corriere Vinicolo, sono d'accordo con qualsiasi soluzione che dia forza alla riserva del nome e sottolineano che "per un'adeguata protezione, la barbatella deve cambiare nome, non si deve chiamare più Prosecco, questo per impedire che altri nel mondo piantino Prosecco e usino il nome del vitigno per denominare il Vino. Se quindi, come ha detto Zaia, si dimostra un legame storico tra il paese di Prosecco e l'omonimo Vino ben venga. Il Consorzio si riserva solo di chiedere per la zona storica Conegliano Vadobbiadene di utilizzare in esclusiva il termine 'Superiore" |
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