“Domani il Prosecco Docg diventerà realtà. Il primo di aprile. E non è certo uno scherzo – esordisce il presidente della Provincia di
Treviso, Leonardo Muraro – Non scherzavamo prima, con quasi 60 milioni di bottiglie prodotte, un giro d'affari di 370.000.000 euro e un export pari al 30% della produzione complessiva. Non scherzeremo neppure da domani, con una produzione enologica, la prima prodotta in regime di DOCG Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
“Si tratta di una tappa tanto attesa di un percorso partito da due anni con un lavoro in sinergia tra vari attori: produttori, operatori della filiera, Consorzio di Tutela, Associazioni di Categoria agricole, Comuni, Provincia, CCIAA, Regione e Ministero delle Politiche Agricole. Questo gioco di squadra ha salvato il prosecco dalla speculazione internazionale; senza tutela avrebbero piantato prosecco in tutta Europa. Lo scopo finale, comune per tutti, era di dare tutela ai nostri produttori e tutela ai consumatori. I primi, per non vedersi soffiare quote di mercato e redditi da produzioni che di Prosecco avevano solo il nome. I secondi che hanno altrettanti diritti di sentirsi tutelati nel momento in cui scelgono un prodotto agroalimentare tipico e di qualità. Inoltre, era forte la volontà di far conoscere il territorio dove si produce il
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, l'apice della piramide di qualità del mondo prosecco. Ricordo che abbiamo rimesso a nuovo il primo percorso enoturistico italiano, la Strada del Prosecco, aggiungendo elementi di valorizzazione storica, culturale e identitaria. Abbiamo promosso e sostenuto assieme all’Unpli la nascita della Primavera del Prosecco, il primo prodotto di promozione e valorizzazione enoturistica in ambito nazionale, con 17 mostre e un cartellone operativo da marzo a giugno con una miriade di eventi. Abbiamo voluto lavorare anche al fianco dei produttori, proponendo nel nostro strumento di pianificazione territoriale - il PTCP - specifici ambiti di tutela per sistemi produttivi - i vigneti collinari - che sono veri e propri elementi del paesaggio, e che di recente hanno visto la possibilità di vedersi riconosciuti come "patrimoni" dall'UNESCO – ha aggiunto Leonardo Muraro – Lavoriamo per un'agricoltura più moderna, competitiva e in grado di dare prodotti sempre sicuri, con il sostegno a una rete agrometeorologica provinciale che consente di calibrare gli interventi di difesa dalle principali avversità con azioni limitate e a minimo impatto ambientale. Il tutto per essere al fianco di un sistema produttivo di 3.000 aziende, 454 vivificatori, 166 case spumantistiche che operano su 4.908 ettari”.