Realtà questa che con soldi pubblici promuoverebbe all’estero prodotti che di italiano avrebbero solo il cosiddetto sounding. Prodotti che al contrario verrebbero realizzati fuori dai confini nazionali. La questione sollevata da Coldiretti di
Treviso ha subito trovato un grandissimo riscontro nei sindaci e consigli comunali della Marca trevigiana. Ecco la lista delle assemblee cittadine che hanno approvato l’ordine del giorno divisi per zone della provincia: “Altivole, Castelcucco, Cavaso del Tomba, Crespano del Grappa, Fonte, Maser, San Zenone degli Ezzelini, Castelfranco Veneto, Castello di Godego, Loria, Riese Pio X, Codognè, Orsago, Pieve di Soligo, San Fior, San Pietro di Feletto, Santa Lucia di Piave, Susegana, Vazzola, Mogliano Veneto, Preganziol, Zero Branco, Giavera del Montello, Nervesa della Battaglia, pederobba, Trevignano, Volpago del Montello,
Motta di Livenza,
Oderzo, Ponte di Piave, Salgareda, San Polo di Piave, Monastier, Roncade, Maserada sul Piave, Istrana, Povegliano, Farra di Soligo, Segusino, Sernaglia della Battaglia,
Valdobbiadene, Vidor, Cison di Valmarino”. “Non posso ringraziare questi sindaco, assessori e consiglieri comunali che hanno ben compreso quanto sia importante la difesa delle produzioni agricole di casa nostra. Ringrazio anche quei comuni che stanno discutendo in questi giorni l’argomento – spiega il presidente di Coldiretti di
Treviso, Fulvio Brunetta - Come abbiamo scritto nell’ordine del giorno proposto ai comuni l’export agroalimentare raggiunge quasi 28 miliardi di euro e ha segnato, anche durante la crisi, tassi di crescita del 13%. L’Italia è il Paese dei primati nell’agroalimentare: per valore aggiunto per ettaro; per la produzione e l’esportazione di
Vino nel mondo; per la qualità - vantando 231 Dop, Igp e Stg e quasi 500 denominazioni di vini Doc, Docg e Igt - per il numero di operatori nel mercato biologico. La provincia di treviso sappiamo che è leader di queste eccellenze. Da tempo Coldiretti è impegnata in un progetto di tutela e valorizzazione del vero “Made in Italy” agroalimentare, su cui intende riportare nuovamente l’attenzione di queste amministrazioni comunali, alla luce dell’intensificarsi dei rischi di contraffazione e concorrenza sleale verso i prodotti nazionali. La diffusione di prodotti che traggono in inganno circa la vera origine geografica realizza un evidente danno all’immagine della produzione agroalimentare nazionale, raggirando i consumatori che non vengono messi in condizione di scegliere in modo consapevole”.