Bianchetta Trevigiana |
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Con il nome di Bianchetta Trevigiana venivano indicate in passato, uve con caratteristiche diverse, conosciuta anche come Bianca Gentile di Fonzaso, Bianchetta Semplice, Pignolo Bianco, Pavana Bianca, Uva Cinese, Vernaccia Trentina.
Il suo nome viene citato fin dal primi del ‘500, ma solo a partire dal XVII sec è presente sui Colli Trevisani anche se ritenuta da molti come indigena del Trevigiano. La sua particolare maturazione precoce, la rendeva un vitigno ottimale per "ingentilire" il Prosecco, soprattutto nelle annate fredde. Coltivata spesso in zone alte e difficili, insieme al Verdiso. Presenta una foglia media, pentagonale e trilobata; grappolo medio, cilindrico o piramidale, corto molto compatto; acino medio, sferoidale con buccia pruinosa di colore verde giallastro, spessa e consistente. Ha produttività abbondante e costante. Predilige terreni profondi e calcarei. Ha buona resistenza al freddo ma è sensibile alle principali malattie crittogamiche, con forte tendenza al disseccamento.
Se ne ricava un vino non molto alcolico ma fresco, ottimale da pasto. La Bianchetta risulta ancora oggi coltivata nel Trevigiano, nei Colli Asolani... I DOC per i quali può essere usata sono: Colli di Conegliano, Montello e Colli Asolani, con percentuali molto diverse e spesso solo come vitigno accessorio. È anche ammessa, in percentuali non superiori al 10%, nella composizione del Torchiato di Fregona. |














