2011 all’insegna dell’ottimismo per il vino del Veneto DOC e DOCG

“E’ un Natale davvero festoso per l’enologia veneta, mentre il 2011 si annuncia all’insegna dell’ottimismo per il Vino del più grande distretto mondiale della vite, che vale un miliardo di euro di solo export”. E’ soddisfatto l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato per la positiva conclusione dell’operazione avviata all’inizio della scorsa primavera dalla Regione su mandato e in collaborazione con il sistema produttivo.
2011 all’insegna dell’ottimismo per il vino del Veneto DOC e DOCG

“Abbiamo elevato al rango di Denominazione d’Origine Controllata e Garantita il “Malanotte del Piave”, il “Lison” del Veneto Orientale e il “Fior d’Arancio” dei Colli Euganei. Abbiamo inoltre attivato la nuova DOC “Venezia, che comprende l’intero territorio delle province di Treviso e di Venezia ed è riservata a Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet franc, Chardonnay, Pinot grigio, Rosso (Merlot per almeno il 50 per cento); Bianco (Verduzzo e Glera per almeno il 50 per cento; solo in versione spumante e frizzante) e Rosato (da Raboso veronese per almeno il 70 per cento; anche in versione spumante e frizzante). Sono stati infine adeguati a queste innovazioni le preesistenti DOC “Piave”, “Lison Pramaggiore” e “Colli Euganei”
 “Questa operazione  – ha sottolineato Manzato – nasce dalla base produttiva e punta a qualificare e valorizzare l’enologia regionale e il suo territorio, nel complesso e a partire dai suoi vertici qualitativi. Il Veneto potrà contare su dieci DOCG, vere avanguardie sul mercato mondiale: Amarone della Valpolicella; Recioto della Valpolicella; Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene, Prosecco Superiore Asolo, Recioto di Soave; Recioto di Gambellara, Soave Superiore, Bardolino Superiore, Malanotte e Lison. A fianco delle DOC storiche si collocherà infine la nuova “Venezia”, che può far leva su un nome straordinario per valorizzare vini di alto pregio che rischierebbero l’anonimato se identificati solo dal vitigno”.