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Coldiretti: Scandali su prodotti alimentari del made in Italy

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Falso pecorino di Stato prodotto con i soldi degli italiani, formaggio estero vola con Alitalia e il caso Simest stanno mobilitando Coldiretti ad ogni livello

cibo-italiano

"Semplicemente scandaloso". Fulvio Brunetta, presidente di Coldiretti di Treviso punta il dito sugli scandali del made in Italy, ovvero di quelle iniziative in cui con soldi pubblici si finanziano prodotti agroalimentari realizzati all'estero e venduti con il sounding italiano travisandone l'origine. Coldiretti di Treviso vuole dare eco all'iniziativa di domani  a Roma dove "L'alleanza per il made in Italy" scenderà in piazza Montecitorio. Iniziativa  promossa dalla Coldiretti e dalle associazioni dei consumatori e degli ambientalisti, insieme ai cittadini e ai rappresentanti delle Istituzioni a livello nazionale, regionale e locale, a partire dai Sindaci con i loro gonfaloni provenienti dalle diverse Regioni. Nella Marca trevigiana sono stati ben 74 su 95 i comuni trevigiani che hanno votato l'ordine del giorno presentato da Coldiretti di Treviso sul caso Simest, l'azienda finanziata dal Ministero dello Sviluppo economico che ha finanziato prodotti realizzati all'estero e venduti come italiani nei mercati stranieri: "Una doppia beffa - continua Brunetta - Usano i soldi degli italiani per produrre all'estero dei prodotti che vengono anche spacciati come made in Italy, anzi direi oltre alla beffa il doppio danno. Abbiamo denunciato il caso Simest a tutti i comuni della Marca ed il voto dei comuni trevigiani è stato davvero altissimo. Voglio per questo ringraziare tutti i sindaci della Marca ai quali ho dedicato un editoriale pubblicato nel nostro periodico. Con loro possiamo fare molta strada a tutela del territorio oltre che dei produttori e consumatori".

Il marchio Italia è il principale patrimonio del Paese che non viene adeguatamente tutelato e rispettato ed è invece spesso banalizzato, usurpato, contraffatto e sfruttato  come dimostra il caso emblematico del falso Made in Italy di Stato rappresentato dal “Pecorino” prodotto completamente in Romania con i soldi dello Stato italiano, che sarà portato per la prima volta in piazza “in bella vista” a disposizione delle Autorità e dei cittadini. Un esempio in cui lo Stato favorisce la delocalizzazione e fa concorrenza agli italiani sfruttando il valore evocativo del Made in Italy.
"Per non parlare che Alitalia propone formaggio straniero a bordo - aggiunge il presidente di Coldiretti Treviso, Fulvio Brunetta - Noi ogni giorno a livello locale lavoriamo affinchè il made in Italy agroalimentare continui ad avere appeal sui mercati internazionali e intanto c'è chi, pagato dagli italiani, rovina il lavoro di migliaia di aziende agricole. Spero non rimangano impuniti".  L’appuntamento è per domani il 15 marzo 2012 alle ore 9,30 in piazza Montecitorio a Roma con migliaia di manifestanti che presidieranno anche il Ministero dello Sviluppo Economico in via Veneto 33 e la sede della Simest in Largo Ottavio Tassoni. Sarà presentata un caso eclatante di spreco di risorse pubbliche a danno degli italiani ed una analisi sul valore del marchio Made in Italy e sulle opportunità economiche ed occupazionali che possono derivare da una sua piu’ efficace tutela.
Sarà l’occasione per affermare la centralità del settore agroalimentare quale una delle poche leve competitive di cui il Paese dispone per ricominciare a crescere, ma anche un modo per denunciare gli ormai troppi casi di disattenzione e sottovalutazione nei confronti di un settore che è patrimonio del Paese. Dal mancato divieto per legge del finanziamento di prodotti realizzati all’estero che imitano il vero Made in Italy alle sperequazioni determinate dall’’IMU in agricoltura che aumenta in maniera maggiore per chi la terra la usa per vivere rispetto a chi la dispone per divertirsi o speculare, fino ai ritardi accumulati sull’applicazione della legge nazionale sull’etichettatura per fare sapere agli italiani quello che mangiano.
 
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